La Struttura Museale

1 -  INGRESSO MUSEO

Il Museo “Messina nel ‘900” racconta al visitatore la storia recente, quella cioè degli ultimi cento anni, attraverso la quale è possibile identificarsi o, al contrario, distinguersi, così come è possibile arricchire questa storia con testimonianze dirette attraverso il contributo di ciascuno. Nato nel 2015 da un’idea di Angelo Caristi, che lo dirige con passione e dedizione, il Museo ha l’obiettivo di non disperdere il patrimonio storico e culturale tangibile. Attraverso la sinergia con istituzioni pubbliche – a  cominciare dall’Assessorato Regionale alla Cultura e alla Identità Siciliana, la Soprintendenza per i Beni Culturali di Messina, così come con il sostegno e l’interesse di una fitta rete di collezionisti privati e importanti associazioni non soltanto locali - il Museo è riuscito in breve tempo a divenire uno fra i punti di riferimento del quadro culturale peloritano.

Il Museo è ubicato nel centro della città, sul viale Boccetta, in prossimità dello svincolo autostradale, pertanto raggiungibile velocemente da ogni quartiere di Messina e da ogni comune della provincia. Ricavato grazie al recupero dei locali dell'ex “Ricovero Bunker antiaereo Cappellini”, il Museo offre ampi spazi esterni, immersi nel verde della collina, confacenti nel corso della buona stagione - che in Sicilia si gode in gran parte dell’anno - per organizzare manifestazioni ed incontri all’aperto: accoglienze, convegni e dibattiti, rassegne cinematografiche e concerti. L’interno è, a tutti gli effetti, il “rifugio della memoria", che si snoda attraverso esposizioni permanenti e tematiche. A questo scopo un variegato programma culturale prevede una sequenza di meeting, appuntamenti tematici, audio e videoproiezioni d’epoca, slide. Molti, in effetti, sono gli incontri periodici durante i quali soffermarsi in analisi interpretative, sulla scorta di documenti e pubblicazioni - romanzi, racconti, saggi, raccolte di articoli - prodotti a partire dal secolo scorso e commentati da personalità di spicco del mondo culturale.

Partendo dall’ultimo secolo della storia millenaria di Messina, il Museo diviene così un contenitore d’idee e progetti, che si protende verso un futuro possibile. L’albo di memorie è fissato in pannelli didattici che si dislocano lungo la Galleria-ricovero. È la spina dorsale della struttura museale, bipartita in un doppio percorso “storico-didattico”, attraverso il quale ciascun visitatore può ripercorrere la storia del territorio e degli eventi che lo hanno interessato. Lo accompagnano, in linea con gli argomenti del periodo, effetti sonori e musiche d’epoca dal forte impatto suggestivo. Di grande attrazione sono i locali del Bunker riambientati agli anni 1940-1943: in essi è possibile osservare la ricostruzione dell’ufficio del prefetto e dell’infermeria di Primo Soccorso e la stanza attigua - già in uso dalla Questura, dei Vigili del Fuoco, dell’U.N.P.A. (acronimo dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea), che sotto le direttive del prefetto operavano l’emergenza al riparo dai bombardamenti pressanti -  è dedicata agli uomini illustri del Novecento messinese.

Nello spazio della Galleria-ricovero ogni angolo possibile è stato utilizzato per allestire pannelli didattici, espositori, vetrine, manichini. I due saloni, che in origine erano destinati all’accoglienza degli sfollati, oggi sono destinati alle mostre permanenti:

- uno ripercorre attraverso disegni, mappe, fotografie “la difesa dello Stretto” operata dal cinquecento attraverso i castelli e poi, da fine ottocento, con i forti umbertini che hanno trincerato il braccio di mare che divide l’isola dal continente, dissuadendo da qualsiasi azione militare;

- l’altro è “il salone delle armi”, che mette in mostra armi leggere e piccoli pezzi d’artiglieria, uniformi ed equipaggiamenti, buffetteria da campo e vettovagliamento, che vanno dai primi anni del 1900 allo sbarco anglo-americano in Sicilia del 1943, che ha segnato la fine della guerra a Messina.

Cuore del Museo è la sala Convegni e proiezioni, dotata d’impianti di riproduzione ed attrezzature multimediali, per l’interazione fra visitatore e documentazione d’archivio. Attraverso la visione di un repertorio di audio-visivi d’epoca, che si arricchisce col tempo, è possibile predisporre ed accogliere eventi e manifestazioni culturali, ma anche workshop con gli studenti delle scuole cittadine e della provincia. Onde migliorare l’offerta, lo stesso atrio di accoglienza del pubblico sarà attrezzato per l’allestimento di mostre temporanee, così da ampliare e spaziare nelle tematiche del secolo scorso, ricco di avvenimenti e di ricordi. Perché il Museo, che il pubblico può ammirare oggi, è in continua evoluzione, proponendosi di affrontare il Novecento messinese a 360 gradi e di contestualizzarlo, avviandolo su percorsi di storia, cultura, società, costume, scienza e tecnologia, ovvero le mille sfaccettature di un secolo appena passato che servono a comprendere il secolo che si sta vivendo.